21 – Federico II: sovrano illuminato o feroce tiranno?

Ritratto di Federico II di Svevia, un personaggio storico che nei secoli ha sempre suscitato giudizi estremi, abissalmente negativi come entusiasticamente positivi, mai pacati, mai dentro le righe. Giudizi espressi non solo presso i propri contemporanei, ma anche dagli studiosi dei secoli successivi. Questa puntata di Historycast – come sua abitudine – non intende sposare cause, né raccontare ai suoi ascoltatori chi era veramente Federico II di Svevia. Anche questa volta preferiamo invece andare a mettere un po’ il naso dentro il mito di questo grande personaggio e capire cosa sta dietro alle tante letture che ne sono state fatte.

«E Federico fu un uomo pestifero e maledetto, scismatico, eretico ed epicureo, corruttore di tutta la terra, giacché seminò il seme della divisione e della discordia nelle città d’Italia, tanto che questa dura fino a oggi… Pertanto sembra verificata in Federico quella profezia dell’abate Gioacchino, che all’imperatore Enrico suo padre (il quale chiedeva cosa sarebbe diventato nel futuro il figlio) rispose “Perverso il tuo bambino! Cattivo il tuo figlio ed erede, oh principe! Oh Dio! Sconvolgerà il mondo!”».
Sconvolse il mondo? Stupì il mondo? Historycast dedica la sua ventunesima puntata all’imperatore medievale Federico II di Svevia, un personaggio che ha sempre suscitato giudizi estremi, abissalmente negativi come entusiasticamente positivi, mai pacati, mai dentro le righe; e non solo presso i contemporanei, come Salimbene da Adam che abbiamo appena sentito, ma anche dagli uomini del nostro tempo.
Prototipo del principe rinascimentale, se non addirittura illuminista per lo storico Ernest Kantorowitz, sovrano medievale, abile nel birdwatching per un altro storico più recente, David Abulafia. Il vero Federico non solo continua a fuggire dalle pagine dei libri, perché non è riproducibile nella sua complessità, ma sembra spingerci ancora dopo otto secoli a prendere una parte, a dichiarare un’appartenenza: guelfi o ghibellini, detrattori o estimatori.
Historycast non intende sposare cause, né raccontarvi chi era Federico II, ma andare a mettere un po’ il naso dentro il suo mito e capire cosa sta dietro alle tante letture che sono state fatte di questo personaggio. Di certo si può dire che se di lui sono stati dati per otto secoli giudizi estremi, in buona parte è colpa della Storia che lo ha messo in una posizione decisamente estrema.
Unico autentico successo del nonno omonimo, Federico Barbarossa – per intenderci quello della Lega Lombarda -, il nostro Federico nasce infatti da un azzardo diplomatico su cui pochi all’epoca avrebbero probabilmente scommesso. Ossia dal matrimonio tra l’erede di un impero, Enrico VI figlio del Barbarossa, e l’erede di un regno, Costanza d’Altavilla, ultima discendente dei sovrani di Sicilia.
Lo partorisce quarantenne, praticamente da vecchia, in una tenda montata sulla piazza di Jesi, perché tutti possano essere testimoni di un parto che la vita e le conoscenze dell’epoca giudicavano praticamente impossibile.
Appena nato Federico si trova – almeno sulla carta – ad essere erede di un dominio di dimensioni straordinarie, dall’attuale Danimarca giù fino alla Sicilia, con un unico spazio libero messo proprio al centro: il Patrimonio di San Pietro, il territorio governato temporalmente dal papa. Con una cartina geopolitica così disegnata c’è poca scelta: od obbedire ossequioso alle indicazioni di una Chiesa che giustamente si sente assediata da tutti i lati, o dare pieno valore alla dignità imperiale che gli è stata tramandata. Appena giunta l’età della ragione, Federico prende la seconda strada e lo scontro col papato è inevitabile.
«Una bestia furiosa è uscita dal mare, piena di parole bestemmiatrici; i piedi sono quelli di un orso, i denti quelli di un leone; assomiglia ad un leopardo ed apre le fauci solo per oltraggiare il nome di Dio […]. Per demolire la muraglia della fede cattolica, da molto tempo ha preparato gli arieti […]. Per resistere alle sue menzogne con la verità manifesta […] osservate la testa, il corpo e la coda di questa bestia, di questo Federico, di questo presunto imperatore».
Nelle encicliche di Gregorio IX – come quella che avete appena sentito – Federico è fisicamente e moralmente un anticristo, una bestia demoniaca […]

[continua in audio]

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