Chi
non conosce le famose terzine dell’Inferno in cui il
sommo poeta Dante Alighieri ritrae la figura del conte Ugolino Della
Gherardesca, bloccato per l’eternità nell’atto di
rosicchiare il teschio del suo peggior nemico? Il conte Ugolino e Ruggeri,
arcivescovo di Pisa, roditore e rosicchiato, sono infatti condannati
alla compagnia eterna nella buca ghiacciata dell’Antènora,
perché entrambi – almeno secondo il poeta fiorentino –
si macchiarono del gravissmo reato di tradimento politico. La storia,
in breve, è questa. Nell’inverno 1289 Ruggeri fa arrestare
Ugolino per poi rinchiuderlo nella torre della Muda –
oggi torre della Fame – al centro di Pisa, dove dopo
qualche tempo il conte muore, appunto di fame, insieme agli amati figli
Gaddo e Uguccione e ai nipoti Nino, detto il Brigata, e Anselmuccio.
Perché ci occupiamo di questa vicenda? In primo luogo perché
il conte Ugolino della Gherardesca è un personaggio intrigante,
attorno al quale si sono addensati da sempre molti interrogativi. Tradì
per davvero? O, come pensano in tanti, fu condannato ingiustamente?
Cedette o no alla fame, divorando i resti dei suoi congiunti? La seconda
puntata di Historycast va alla ricerca delle effettive responsabilità
del conte pisano, analizzando nello stesso tempo un'epoca di grandi
tensioni e di cruciali trasformazioni sociali, quale quella della seconda
metà del Duecento nell'Italia centrale. Si sofferma, altresì,
sulle vicende secolari dei resti di Ugolino della Gherardesca e dei
suoi sventurati familiari fino alle recentissime scoperte e analisi
del DNA eseguite dall'équipe del professor Mallegni,
il più famoso paleopatologo italiano. Fornendo, infine, alcune
interessanti e insospettabili chiavi di lettura per comprendere anche
personaggi e fatti di un'epoca a noi molto vicina.