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la scheda completa - 7 dicembre 2006
 
  puntata 10 - la peste nera
uno spettro si aggira per l'europa
 
     
 
 
     
 
un'immagine medievale sulla pesteLa Peste Nera del 1348 è un evento storico noto anche tra il grande pubblico. Lo è perché fu un avvenimento globale, nel senso che riguardò la quasi totalità del continente europeo di cui uccise almeno un terzo della popolazione. Ma lo è soprattutto perché è avvertito, magari in maniera confusa, come un evento che segnò un mutamento importante, chiuse un periodo storico e ne aprì un altro, nuovo di zecca. Ed è questo il fatto che più di ogni altro ci colpisce, ossia come e perché un intero mondo (il nostro mondo) possa venire trasformato radicalmente, in breve tempo e per una causa esterna, non prevedibile e quindi ingovernabile. La catastrofe. Ma fu veramente catastrofica la Peste Nera? Mutò davvero le cose in maniera così radicale? E che cosa in particolare? Come mai in un’Europa così forte e prospera fino ad allora l'impietosa falce della morte colpì così duramente? Come mai prostitute, streghe, eretici ed ebrei vennero accusati di aver avvelenato i pozzi e aver diffuso il contagio? Ma poi, si trattò davvero di peste? In questa decima puntata Historycast tenta di fornire ai propri ascoltatori - fortunatamente sempre più numerosi - gli strumenti per capirne di più, illustrando tesi e interpretazioni storiche anche paradossali. C'è chi ha visto nella Peste Nera l’inizio di un'epoca di grande depressione, senza la quale non ci sarebbe stato il Rinascimento. E chi, invece, un fattore di rilancio economico per il miglioramento dei salari e la redistribuzione delle ricchezze. Qualsiasi siano stati gli effetti, negativi o positivi, catastrofici o rigenerativi, la peste del 1348 è stata comunque un evento importante. Chi se l'è vista passare sulla testa se ne è reso conto immediatamente. Ha cioè percepito, con assoluta chiarezza, che il suo mondo era stato stravolto per sempre dal passaggio del morbo.
 
     
 
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storiusando
 
  # 03 - l'agonia di augusto pinochet
quando il dittatore muore nel proprio letto
 
     
 
 
     
 

Augusto PinochetNelle pagine dei giornali di questi giorni si moltiplicano gli articoli sull'ex dittatore cileno Augusto Pinochet, ricoverato all’inizio di questo mese di dicembre 2006 in ospedale in condizioni gravi ma stabili in seguito ad un infarto. La permanenza in ospedale di questo 91enne tristemente celebre, che ha raggiunto la vecchiaia dopo 14 anni di dittatura feroce, seguiti da 10 anni di comando nell’esercito cileno e da altri 8 anni di tranquillo soggiorno in una lussuosa villa di Santiago, è stata caratterizzata da numerose manifestazioni di piazza e da altrettanti interventi pubblici sui media. Sia i cortei che gli articoli hanno riguardato le opposte sponde. C’è stato chi ha stazionato sotto le finestre dell’ospedale per sostenere e favorire la guarigione del gerarca, chi invece ha salutato con gioia l’aggravarsi della malattia e auspicato pubblicamente una rapida morte. Luis Sepulveda, il celebre scrittore e regista cileno che subì personalmente un imprigionamento e le torture da parte del regime di Pinochet e che venne esiliato nel 1977, ha scritto un breve ma intenso articolo sulla bottiglia di Dom Perignon riserva speciale che aspetta da anni nel suo frigorifero di essere stappata per brindare alla fine, ossia alla morte, del grande persecutore. Devo dire che c’è qualcosa di molto amaro in questo brindisi, così come nelle manifestazioni di piazza, pro o contro il dittatore. L’amaro è dato non dalla espressione di un’opinione politica in sé o nel desiderio più che comprensibile di veder morire, magari tra le più atroci sofferenze, una persona che ha causato tanto dolore a sé stessi, alla propria famiglia, agli amici e a tutto un popolo. No, l’amaro è dato dalla mano che provoca la morte o le sofferenze del colpevole, che è altra rispetto all’uomo stesso. Per i credenti sarà Dio, per gli atei il caso, la fatalità. Comunque sia non è l’uomo a promuovere il giudizio finale. Nel caso di Pinochet, come in altri casi di grandi dittatori o criminali di guerra della nostra storia più o meno recente, la giustizia umana ha fallito. La società civile non è riuscita a metter su un vero processo e a emettere sentenza. Questo passaggio invece è essenziale, non tanto per comminare al presunto colpevole una pena (più o meno grave), ma per avviare all’interno di una comunità (che sia una nazione, un popolo, o un organismo sovranazionale rappresentativo) un processo di comprensione delle dinamiche storiche appena passate e di individuazione precisa delle colpe e delle responsabilità personali. Quando questo avviene la società fa un passo avanti. Perché rielabora quanto è successo e lo fa proprio. Non importa se poi il giudizio o la pena si rivelano, in un secondo momento, sbagliati, o solo sproporzionati. Chissà se oggi metteremmo a morte i gerarchi nazisti di Norimberga. Probabilmente no, dato che la pena di morte è bandita in tutte le nazioni europee. Ma questo nulla toglie alla grande importanza che ha avuto il processo di Norimberga per la comunità europea nel suo insieme come elaborazione di un giudizio complessivo e individuale sugli orrori del Terzo Reich. La mancanza di una Norimberga italiana all’indomani della caduta del fascismo è stata, ed è ancora oggi, secondo molti studiosi, all’origine di molti problemi politici e istituzionali della repubblica italiana. Pinochet è molto probabilmente sul punto di morte, ma il fatto che questa morte sia determinata dalla malattia e non dalla giustizia, o che avvenga in un tranquillo ospedale e non in un reparto carcerario, e che capiti quando non c’è ancora una sentenza chiara a suo carico, soprattutto una sentenza emessa dalla giustizia cilena… tutto questo rende la sua fine molto amara. Quando le malattie cambiano la Storia, parafrasando il titolo di un libro scritto da Luciano Sterpellone, ci sembra che in qualche modo la Storia, che è fatta dall’uomo, sia stata sottratta dalle mani dell’uomo per cadere in altre. Il che lascia i conti in sopeso. Conti che non avranno mai più la possibilità di essere saldati.

P.S. Augusto Pinochet è morto domenica 10 dicembre 2006

 
     
 
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link di approfondimento
 
 
 
     
 
Autori Vari - Wikipedia
Peste Nera
 
     
 
Autori Vari - Wikipedia
Grande carestia del 1315-17
 
     
 
Enrico Butteri Rolandi - Leonardo cronologie
La peste nera. Ma poi venne il Rinascimento
 
     
   
     
 
Giovanni Boccaccio - Associazione Liberliber
Decameron
 
 
 
 

 
 
bibliografia consigliata
 
 
 
     
 
La peste nera in Europa
di Klaus Bergdolt - Piemme, Casale Monferrato 1997 - (scheda)
 
     
 
Ebrei in Europa - Dalla Peste Nera all'emancipazione
di Anna Foa - Laterza, Bari 2004 - (scheda)
 
     
 
La peste in Europa
di Naphy Willia e Spicer Andrew - Il Mulino, Bologna 2006 - (scheda)
 
     
 
La peste nera
di John Kelly - Piemme, Casale Monferrato 2005 - (scheda)
 
     
 
La peste nera: dati di una realtà ed elementi di una interpretazione.
Atti del 30° Convegno storico internazionale (Todi, 10-13 ottobre 1993)

di Autori Vari - Fondazione Cisam, Todi 1994 - (scheda)
 
     
 

 
 
link musicali (licenza creative commons)
 
 
 
     
 
Flames
di Jennifer Athena Galatis - (scheda music.download)
 
     
 
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dati tecnici
 
 
 
     
 
file originale 10-peste.mp3
 
     
 
dimensioni 27,48 Mb
 
     
 
durata 30'00"
 
     
 
 
 
     
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