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la scheda completa - 14 marzo 2007
 
  puntata 12 - l'orologio di ben hur
errori (e orrori) di celluloide
 
     
 
 
     
 
Charlton Heston - Ben HurÈ noto, fin dai tempi dei famosi legionari con l'orologio al polso nel kolossal Ben Hur, che l'errore è sempre in agguato quando si girano i film storici. La ricerca e il cinema, d'altra parte, parlano linguaggi diversi e hanno scopi che non coincidono quasi mai. La radice di molti errori, più che dall’ignoranza o dal disinteresse, è forse da far derivare dal fatto che il cinema, come le altre forme d’arte, ha molto più caro il verosimile che il vero. Per inoltrare un messaggio con un’immagine di pochi secondi un regista deve spesso basarsi su simboli e luoghi comuni condivisi, come il castello medievale, la parrucca settecentesca e la colonna di marmo romana, facendo ben poca attenzione, perché ininfluente ai suoi scopi, al reale stile del castello, alla data di primo uso della parrucca e alla forma della colonna. Lo storico obietterà che basta informarsi un poco per evitare errori grossolani come quelli elencati, ma il cineasta sarà tentato di fare spallucce: il messaggio, il pathos, l’arte non sono influenzati dai dettagli. Il problema invece è proprio nel messaggio vero e proprio che bene o male, trama, dialoghi, personaggi e dettagli fanno rifluire sul pubblico e che in numerosi casi – se non in tutti – si trasforma in chiave di lettura, interpretazione, visione della storia, e quindi nella storia stessa. Questo accade perchè chi scrive di storia oggi, non è più - come un tempo - soltanto lo storico. Fanno e scrivono storia i soggetti più disparati, come i giornalisti, gli amatori del genere più o meno dilettanti, gli scrittori, i fumettisti, gli sceneggiatori, i registi. E sono questi, molto più dello storico, che raggiungono il grande pubblico, creando opinioni, percezioni e luoghi comuni. E cosa succede quando poi non sono esatti? O meglio, quando non corrispondono a quanto gli storici hanno elaborato sul tema fino a oggi? La dodicesima puntata di Historycast tenta di dare una risposta.
 
     
 
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storiusando
 
  # 05 - gli ebrei alle piramidi
polemiche attraverso i secoli
 
     
 
 
     
 

la piramide e la Sfinge di ChephrenAl Cairo l'Alto Consiglio per le Antichità Egiziane ha annunciato l'intenzione di denunciare presso il procuratore generale locale un’insegnante di scuola che sostiene che le piramidi sarebbero state costruite dagli Ebrei. La professoressa, un'egiziana che lavora in una scuola privata di lingue della capitale, sosterrebbe inoltre che gli antichi Egizi uccidevano e torturavano gli Ebrei che non volevano partecipare alla costruzione delle immense opere funerarie, divenute oggi il simbolo stesso del paese. Al di là del fatto che quanto sostenuto dall’insegnante è attualmente negato da ogni studio sull’Antico Regno e sulle modalità di costruzione delle piramidi, quello che stupisce della vicenda non è tanto l’ignoranza della docente, quanto la virulenza della reazione istituzionale, che ha raggiunto, tramite le agenzie di stampa, le pagine di molti quotidiani. Il dato curioso sta nel fatto che una cosa così lontana nel tempo come le piramidi, costruite più o meno 4.500 anni fa, sia capace di scatenare ancora accese polemiche. Nell’opinione comune infatti è più difficile fare Storia Contemporanea, che raccontare le antiche civiltà. Il motivo starebbe nel fatto che Assiri, Babilonesi, Egizi o Fenici sono da tempo morti e sepolti. La loro vicenda è chiusa, la loro civiltà è tramontata e questo tramonto è così lontano nel tempo da aver lasciato nel presente tracce debolissime, quasi inesistenti. Non sto parlando ovviamente delle radici della nostra cultura, che affondano ovviamente proprio nelle grandi civiltà del Mediterraneo e della Mesopotamia, ma del fatto che le guerre, i problemi, le controversie che agitarono quei mondi non sono più attuali, e di conseguenza noi ne possiamo parlare serenamente, obiettivamente. Diverso invece è il caso della Storia Contemporanea, i cui conflitti, anche se sorti decenni orsono, di solito sono lontani dal chiudersi e anzi sanguinano come ferite aperte nelle coscienze dei contemporanei, per cui è estremamente difficile darne una descrizione o interpretazione il più possibile obiettiva. Il risultato, secondo questo assunto, è che è complicato parlare delle foibe, ma facile discutere dei martiri cristiani; spinoso affrontare il tema di Hiroschima e Nagasaki, agevole dissertare sulla battaglia di Waterloo; impegnativo affrontare la catena di produzione delle multinazionali, semplice definire i rapporti sociali nell’Antico Egitto. E invece no. Come dimostra il caso del Cairo parlare delle piramidi diventa difficile se nella loro storia compaiono tribù ebraiche schiavizzate e torturate, perché così facendo da un lato – come ha tuonato il direttore del Consiglio per le Antichità del Cairo, Zahi Awas – infangano l'immagine dell'antico popolo egizio, e dall’altro hanno aggiunto una aureola su capo degli antichi ebrei. Poco importa che in Egitto non ci siano più i faraoni e che l’Israele non sia più organizzato in tribù. Il rispettivo processo di identificazione è comunque in atto e ogni analisi storica che lo tocchi o lo modifichi è destinata ad accendere fuochi. Ovviamente sacri.

 
     
 
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link di approfondimento
 
 
 
     
 
Autori Vari - Bloopers
Tutti gli errori nei film
 
     
 
Autori Vari - Girlpower
Tutte le scene sbagliate
 
     
 

 
 
bibliografia consigliata
 
 
 
     
 
I corsari del tempo
di Sergio Bertelli - Ponte alle Grazie, Firenze 1995 - (scheda)
 
     
 
Il nome della rosa
di Umberto Eco - Bompiani, Milano 1984 - (scheda)
 
     
 

 
 
film citati
 
 
 
     
 
Il Gladiatore
di Ridley Scott - Universal Pictures, DreamWorks, SKG 2000 - (scheda)
 
     
 
Ben Hur
di William Wyler - MGM 1959 - (scheda)
 
     
 
Cabiria
di Giovanni Pastrone - Giovanni Pastrone 1914 - (scheda)
 
     
 
Il nome della rosa
di Jean-Jacques Annaud - Cristaldifilm/Neue Constantin Film/Films Ariane 1986 - (scheda)
 
     
 
Quo Vadis?
di Mervyn LeRoy - MGM 1951 - (scheda)
 
     
 
Exodus - Il sogno di Ada
sceneggiato televisivo di Gianluigi Calderone - Rai 2006 - (scheda)
 
     
 
Evita
di Alan Parker - Cecchi Gori 1996 - (scheda)
 
     
 
Il primo cavaliere
di Jerry Zucker - TriStar 1995 - (scheda)
 
     
 

 
 
link musicali (licenza creative commons)
 
 
 
     
 
One Morning in March
di Komax - (scheda music.download)
 
     
 
Mythos
di Briareus - (scheda podmusic)
 
     
 
A Tune for Taylor
di Ian Rushton - (scheda garageband)
 
     
 
Daughters of History
dei Morning Spy - (scheda podmusic)
 
     
 

 
 
dati tecnici
 
 
 
     
 
file originale 12-benhur.mp3
 
     
 
dimensioni 27,46 Mb
 
     
 
durata 30'00"
 
     
 
 
 
     
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