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la scheda completa - 13 febbraio 2008
 
  puntata 16 - le repubbliche marinare
quattro città alla conquista del mediterraneo
 
     
 
 
     
 
lo stemma delle Repubbliche MarinareDi che genere erano le relazioni tra l’Europa cristiana e il mondo islamico nell’Alto Medioevo, prima che le cosidette Repubbliche Marinare facessero vela verso lontani empori? Quello che è sicuro è che i due mondi si conoscevano, ma male. In particolare l’Europa di Carlo Magno era consapevole della potenza dei Califfi ma molto probabilmente non era vero il contrario. Il Dar-al-Islam sapeva infatti ben poco del panorama europeo, probabilmente perché l’Europa non era in quel momento considerata un’area politicamente rilevante ed economicamente attraente. Gli scambi c’erano ma erano probabilmente limitati al mondo dei doni tra governanti e tra gli strati superiori della società. Si trattava soprattutto di beni di lusso, come schiavi e stoffe preziose che facevano bella mostra di sé dentro alle corti principesche. Solo tre secoli più tardi il panorama appare del tutto mutato. Il Mediterraneo è ora solcato da centinaia di navi saracene e cristiane, appartenenti a l’una o all’altra città, a l’uno o all’altro regno. L’Europa, pur politicamente frammentata, è diventata una potenza economica, attiva nei mercati islamici e orientali, ma anche militare, essendo in grado di organizzare numerose spedizioni armate contro gli infedeli, di cui la prima Crociata è solo l’esempio più famoso. Amalfi e Venezia prima, Pisa e Genova poi, aprono così la strada alla circolazione nel Mediterraneo e, agli inizi del XII secolo, dominano gli scambi a largo raggio e i traffici marittimi. Quattro città governate, nel periodo in questione, da istituti comunali e quindi sostanzialmente autonome dal punto di vista politico. Di fatto, quattro Repubbliche Marinare, un nome oggi caduto un po' in disuso negli ambienti scientifici, ma ancora ampiamente usato nel linguaggio comune. Ma cosa è successo in questi tre secoli? Come è potuto avvenire questo cambiamento?
 
     
 
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storiusando
 
  # 09 - un barbarossa a uso e consumo
la storia in televisione
 
     
 
 
     
 

Federico BarbarossaRicordate la telefonata di Silvio Berlusconi ad Agostino Saccà? [Berlusconi: Senti, io... poi avevo bisogno di vederti... Saccà: Si... Berlusconi: ...perchè c'è Bossi che mi sta facendo una testa tanta... Saccà: Si... sì... Berlusconi: ...con questo cavolo di... di... fiction... di Barbarossa...]. I ritmi convulsi e irrazionali della politica italiana forse l’hanno già fatta refluire in un angolino della nostra memoria. Mi permetto di ripescarla e di parlarne non certo per una questione elettorale – che è lontana dagli interessi di Historycast – ma per un solo aspetto che certamente a molti è sfuggito e che anche al primo sguardo può sembrare assolutamente trascurabile: l'accenno al quel "cavolo di fiction sul Barbarossa che Bossi vorrebbe tanto", al punto di fare a Berlusconi "una testa tanto". Ricordiamo bene: Umberto Bossi avrebbe tempestato Silvio Berlusconi di richieste finalizzate a far produrre alla RAI una fiction dedicata a Federico Barbarossa, l’imperatore tedesco che nella seconda metà del XII secolo combatté alcune città del nord italia, la famosa Lega Lombarda, uscendone sconfito. Possiamo facilmente immaginare che tipo di fiction il segretario della Lega Nord avrebbe voluto: un polpettone in cui doveva essere esaltato lo spirito padano, unito e solidale, contro l'imposizione statalista rappresentata dall'imperatore tedesco. La Lega Lombarda vista come l'espressione dell'indomabilità di un popolo che avrebbe – secondo quello che si legge nelle pubblicazioni e nei siti della Lega Nord – un'origine etnica omogenea (celtica) e una capacità di iniziativa politica comune risalente addirittura al Medioevo. Si tratta di una serie di convinzioni negate ormai da tempo in tutte le pubblicazioni dei medievisti italiani ed europei, sia quelle per addetti ai lavori, sia quelle più divulgative. Ma che è chiaro che questi scritti hanno una forza comunicativa pressoché nulla rispetto a una possibile fiction trasmessa in prima serata sulla RAI. Risulta così evidente che uno dei corollari pesanti dell'asservimento dei canali comunicativi a un'unica persona, o sistema di potere, è la strumentalizzazione della nostra storia ai fini di propaganda e, quindi, la manipolazione delle nostre radici e dell'identità che ci contraddistingue come individui, comunità, nazione o umanità. Per essere chiara, ed evitare anche fraintendimenti tra chi mi ascolta, dico che sarebbe egualmente condannabile un’ipotetica richiesta di Fausto Bertinotti riguardo a una serie televisiva dedicata - che so - alla vita e alle opere di Lenin, oppure una pressione di Pier Ferdinando Casini per una serie di telefilm dedicati ai santi canonizzati in quest'ultimo secolo, o ancora un’imposizione di Gianfranco Fini per una soap opera sulla famiglia Mussolini. È anche ovvio che, senza arrivare a pressioni così palesi, la strumentalizzazione della storia si fa ugualmente: basta valutare in un determinato arco di tempo a quali storie – a quale storia – sono dedicate le produzioni della RAI. Tuttavia, preso atto che le pressioni politiche ci sono comunque, se il servizio pubblico televisivo fosse realmente pubblico, nel programmare sceneggiati storici si punterebbe alla qualità e ci si affiderebbe quindi alla consulenza di specialisti della materia che sarebbero capaci di schivare le trappole più ovvie e di fornire un’interpretazione, se non obiettiva, almeno aggiornata. Nulla di questo traspare nella telefonata a Saccà, perché lo scopo di asservire il mezzo a un partito e la cultura a un'idea è l'unica cosa che importi. Chiudo dicendo che mi piacerebbe molto vedere un film su Federico Barbarossa, a patto che tra gli sceneggiatori siano coinvolti – quali consulenti – alcuni professori esperti della sua figura e del periodo storico che lo ha visto tra i protagonisti. Un desiderio che – temo – resterà tale.

 
     
 
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link di approfondimento
 
 
 
     
 
Autori Vari - Wikipedia
Repubbliche Marinare
 
     
 
Autori Vari - MSN Encarta
Repubbliche Marinare
 
     
 
AA. VV. - Tuttostoria
Le Repubbliche Marinare
 
     
 
Aldo C. Marturano - Medioevo russo
I secoli degli schiavi slavi (ricevuto)
 
     
 

 
 
bibliografia consigliata
 
 
 
     
 
L'Italia mediterranea e gli incontri di civiltà
di Pietro Corrao, Mario Gallina, Claudia Villa - Laterza, Bari 2001 - (scheda)
 
     
 
Gli orizzonti aperti. Profili del mercante medievale
a cura di Gabriella Airaldi - Scriptorium, Torino 1997 - (scheda)
 
     
 
Boni amici et vicini. Le relazioni tra Pisa e le città della Francia meridionale dall’XI alla fine del XIII secolo
di Enrica Salvatori - ETS, Pisa 2002 - (scheda)
 
     
 
Le Repubbliche Marinare. Amalfi, Pisa, Genova, Venezia
di Gino Benvenuti - Newton & Compton, Roma 2001 - (scheda)
 
     
 

 
 
link musicali (licenza creative commons)
 
 
 
     
 
Islami Davet-Selam Olsun Enst
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dei Morning Spy - (scheda podmusic)
 
     
 

 
 
inserto audio
 
 
 
     
 
Telefonata di Silvio Berlusconi ad Agostino Saccà
fonte L'Espresso multimedia - (scheda L'Espresso)
 
     
 

 
 
dati tecnici
 
 
 
     
 
file originale 16-marinare.mp3
 
     
 
dimensioni 27,47 Mb
 
     
 
durata 30'00"
 
     
 
 
 
     
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