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new la scheda completa - 17 aprile 2008
 
  puntata 17 - dracula
la dubbia storia di vlad III l'impalatore
 
     
 
 
     
 
ritratto di Vlad III l'Impalatore (Dracula)«Invitò a casa sua tutti i signori e nobili del paese. Quando il pranzo ebbe fine si rivolse al più anziano e gli chiese quanti principi che avessero regnato nel paese si ricordasse. L’uomo rispose quel che sapeva; poi interrogò gli altri, giovani e vecchi. Uno rispose 50, un altro 30, e nessuno era abbastanza giovane per ricordarsene meno di 7. Allora fece impalare tutti quei signori, che erano in numero di 500». Questo brano, racconta una delle tante atrocità che avrebbe commesso Vlad III Zepes, più noto come Dracula, Voivoda di Valacchia nella seconda metà del Quattrocento. Con Vlad-Dracula Historycast cerca di capire come un principe di uno stato cristiano, europeo, della prima età moderna, sia potuto diventare l’archetipo del tiranno crudele, il simbolo del Male assoluto fino a trasformarsi nel vampiro del celebre romanzo di Bram Stoker. La domanda non è se Vlad Dracula fosse veramente cattivo, ma chi ce lo ha raccontato così e perché? E ancora: si può usare il termine cattivo in storia? Le risposte non sono facili, non solo perché la percezione di ciò che è “male” è mutata moltissimo nei secoli, ma anche perché la figura di Vlad III è stata oggetto di molte letture e altrettanti giudizi. Tiranno pazzo e crudele, serial killer, ma anche modello di sovrano giusto e severo, addirittura eroe. Basti pensare al nome stesso, Dracula, le cui origini sono tuttora fonte di dibattito: per alcuni deriverebbe dall’Ordine del Dragone, in cui militava il padre; per altri dal romeno "drac", che significa "diavolo"; altri ancora lo fanno discendere dal termine - sempre romeno - "drag", ovvero "caro, amato". Ma se "beneamato" non pare proprio un aggettivo plausibile, possiamo usare “cattivo”? Sembra piuttosto che con Vlad ci troviamo lontani dai luoghi comuni che vogliono che un uomo sia buono o cattivo, pio o blasfemo, leale o traditore. Ma certamente è stato raccontato così.
 
     
 
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storiusando
 
  # 10 - la grande crociata
storia e integralismo
 
     
 
 
     
 

Osama bin LadenNel marzo scorso Osama bin Laden, leader di Al Qaeda, ha accusato l'attuale pontefice cattolico Benedetto XVI di avere un ruolo importante nella Grande Crociata che sta minacciando il mondo islamico. Si tratta di un messaggio non nuovo. La condanna agli occidentali, in quanto eredi consapevoli dei crociati medievali, è ben espressa nello statuto di Hamas del 1988. Nello statuto il movimento di resistenza palestinese, sostiene – ad esempio – che l'invasione dell'occidente ha cominciato a sommergere il mondo arabo dopo la sconfitta delle armate crociate da parte del Saladino. Secondo Hamas, i crociati compresero allora che era impossibile sconfiggere i musulmani senza prepararsi prima attraverso un’invasione ideologica che confondesse il pensiero dei musulmani. Questa invasione ideologica ha preparato poi la strada all’invasione imperialista. Di conseguenza Hamas dichiara di sostenere i movimenti nazionalisti nella misura in cui essi non si alleano con l’Est comunista o con l’Ovest crociato. In sostanza, pur nella consapevolezza che non si può mettere insieme in un unico calderone tutte le correnti di pensiero estremiste del ricchissimo universo islamico, pare abbastanza evidente che in genere, per quelle correnti, l'Occidente è ancora oggi abitato da crociati. Ossia, il modo di pensare degli occidentali non si è mai allontanato in maniera sensibile dall'idea espressa da Bernardo di Chiaravalle nel XII secolo, secondo cui uccidere un nemico della fede non era da considerarsi omicidio ma caso mai malicidio, ossia distruzione del Male, cosa gradita a Dio. Come tutte le strumentalizzazioni della storia, anche l'accusa di essere crociati, operata dal mondo dell'integralismo islamico, è a un tempo banale ed efficace. Lo è perché consente a tutti, anche e, soprattutto, ai meno colti, di leggere tutta la storia europea e americana nell'ottica dell'assalto imperialista e anti-islamico, tralasciando volutamente le differenze, le complessità e l'evoluzione delle culture e delle società occidentali. Dall'altro agisce in forza di una visione acritica del passato che appiattisce una realtà complessa in uno o pochi eventi, o personaggi, che considera simbolici e significativi. È un operazione che facciamo sovente anche noi nei confronti degli altri, ad esempio attribuiamo al mondo dell'Islam idee e intenzioni che solo una parte di quel mondo esprime davvero. Ma ci sono due considerazioni meno banali da fare rispetto a quest'accusa di crociati che ci rimbalza addosso da Est. La prima è che, per quanto razionalmente assurda – dato che chi ci accusa di essere fautori di una guerra santa è, a sua volta, un sostenitore accanito della sua guerra santa –, ebbene, nonostante questo, noi ci sentiamo effettivamente toccati da quell'accusa. Non siamo più crociati, è ovvio, ma la nostra storia dall'Illuminismo in poi ci ha fatto effettivamente sentire in colpa per il nostro passato di crociati. Gli storici oggi continuano a studiare le Crociate, ma nessuno più ne decanta le lodi e ne nasconde gli aspetti più truci. Le Crociate sono studiate a scuola dai nostri figli, ma non certo come vicende gloriose o banalmente positive. Nessun letterato, come è stato Torquato Tasso, oggi scriverebbe più la Gerusalemme liberata. Questo avviene perché la nostra storia ci ha portato a considerare negativa ogni Guerra Santa, che però abbiamo combattuto in passato. Non siamo crociati ma siamo eredi di crociati, e questo ci infastidisce. Per questo motivo non ci viene nemmeno in mente di dare una connotazione religiosa alla nostra presenza militare in Afghanistan. Diverso invece è l'atteggiamento di una parte degli Americani che, dall'indipendenza in poi, non si sentono più autentici eredi della vecchia Europa e, quindi, hanno meno scrupoli nel dire che Dio è con l'America o che Dio vuole la reazione americana contro il terrorismo islamico. Tuttavia va da sé che più si accentuano i toni da crociata più si da’ ragione alle folli accuse dell'estremismo islamico; più si cerca di spiegare, criticare, contestualizzare la propria e l'altrui storia e maggiormente si spuntano le armi ideologiche dell'estremismo.

 
     
 
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link di approfondimento
 
 
 
     
 
Autori Vari - Wikipedia
Vlad III di Valacchia
 
     
 
Autori Vari - Wikipedia
Dracula (il romanzo)
 
     
 
Autori Vari - Ordine del Drago
Materiale vario
 
     
 
Autori Vari - Draculas
Dracula between Hero and Vampire
 
     
 

 
 
bibliografia consigliata
 
 
 
     
 
Dracula - La vera storia di Vlad III l'Impalatore
di Cazacu Matei - Mondadori, Milano 2006 - (scheda)
 
     
 
Miti e leggende di Dracula e della Transilvania
di AA. VV. - Newton Compton , Roma 2004 - (scheda)
 
     
 
La storia segreta di Dracula - I misteri di Vlad l'Impalatore
di Meirion James - Newton Compton, Roma 2005 - (scheda)
 
     
 
Dracula
di Bram Stoker - Fabbri , Milano 2008 - (scheda)
 
     
 

 
 
link musicali (licenza creative commons)
 
 
 
     
 
The village
di Kostas Vomvolos - (scheda jamendo)
 
     
 
Dramatic Achievement
di Cristopher Wright - (scheda podmusic)
 
     
 
The Drama
di Alexandru Boros - (scheda garageband)
 
     
 
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di Ben Othman - (scheda jamendo)
 
     
 
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di Xcyril - (scheda jamendo)
 
 
 
 
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Daughters of History
dei Morning Spy - (scheda podmusic)
 
     
 

 
 
dati tecnici
 
 
 
     
 
file originale 17-dracula.mp3
 
     
 
dimensioni 27,50 Mb
 
     
 
durata 30'00"
 
     
 
 
 
     
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