25/06/2010
Nazione inventata?
---Cosa è un popolo---

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Soffermati sull’arida sponda/ Vòlti i guardi al varcato Ticino/ Tutti assorti nel novo destino / Certi in cor dell’antica virtù / Han giurato: non fia che quest’onda/ Scorra più tra due rive straniere / Non fia loco ove sorgan barriere / Tra l’Italia e l’Italia, mai più! [..] Quello ancora (chi) una gente risorta / Potrà scindere in volghi spregiati / E a ritroso degli anni e dei fati / Risospingerla ai prischi dolor / Una gente che libera tutta / O fia serva tra l’Alpe ed il mare / Una d’arme, di lingua, d’altare / Di memorie, di sangue e di cor.
Molti di voi avranno certamente riconosciuto queste strofe che Manzoni scrisse nel marzo 1821 durante i moti insurrezionali piemontesi. Nel cantare il diritto di ogni popolo a conquistare e difendere la propria libertà, il Manzoni tratteggiava di fatto gli ingredienti necessari a una nazione unita, ossia i confini (le Alpi e il mare), la difesa operata da un solo forte esercito e l’unità linguistica, che coincideva però a sua volta con una storia unitaria, un comune sentire e una sostanziale omogeneità etnica. In pratica ci diceva che l’Italia – lo spirito italico, il popolo italico - erano esistiti nel passato molto prima che gli abitanti della penisola percepissero la necessità di autodeterminarsi politicamente, anche se comunque costoro non avevano mai veramente accettato la presenza di confini interni o di usurpatori stranieri.
Historycast ha deciso con questa puntata di parlare di un tema che riguarda tutti anche se appartiene a diversi momenti del passato: la Nazione. Non solo l’Italia, ovviamente, ma qualsiasi nazione.
Insomma cosa pensiamo sia veramente? Quando è nata? Abbiamo oggi la medesima idea del Manzoni? E lui da dove l’aveva ricavata?
E’ un tema, come tutti i temi che la storia ci regala, fortemente attuale. Non ci riferiamo tanto alle polemiche partitiche di bassa cucina politica, né ancora all’opportunità o meno di tifare Italia ai mondiali. Pensiamo invece a episodi molto più importanti: la recente guerra nella ex-Jugoslavia, ad esempio, gli attacchi terroristici ceceni, le rivendicazioni sioniste o palestinesi, le mille richieste di sovranità nazionale che spuntano come funghi in questo pianeta incredibilmente resistente alla globalizzazione. Come mai siamo così attaccati all’idea che un popolo abbia diritto a confini certi?
Ascoltate e valutate!
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Commento di
Sbilff
del 19-07-2010 alle 15:28:
La puntata mi è piaciuta. Anche se devo dire che sarebbe stato interessante contestualizzarla in Itlaia. Esistono gli estremi e le manipolazioni storiche/politiche, fin troppo presenti, e discuterne o accennarne sarebbe stato altrettanto interessante. Ad esempio, da friulano, sarebbe stato, credo pertinente parlare non solo di nazione (sato/nazione), ma anche del concetto di patria (terra dei padri) e di conseguenza delle minoranze linguistiche/etniche che compongono il concetto politico di nazione. Ho sentito una volta un commento, piuttosto ignorante, di uno spettatore televisivo che criticava un alto atesino che parlava male l'italiano. Esistono italiani (di stato) di lingua tedesca, slovena, croata (tanto per rimanere nella mia regione) e friulana, che parlano (anche) altro e che si indentificano prima nella terra natia (lingua, cultura e storia) e poi nel concetto di nazione o in termini più vasti (comunità europea). Lo stato nazione in divenire, ma non ignorando ciò che vi stà dietro. Vi saluto (in friulano), mandi (=nelle mani di Dio), Mauro