la storia immediata: l’interpretazione problematica

[STORIUSANDO] Tra le tante lettere che ci sono arrivate quella di Paolo Palmerini, un italiano che lavora in Marocco, conteneva una domanda che ci ha solleticato assai e a cui siamo felicissimi di rispondere. Paolo chiedeva cosa è Storia immediata di cui ha sentito parlare. Per spiegarlo occorre dire che attualmente la ricerca storica tende a demolire o a rivisitare tutte le periodizzazioni classiche, cioè le cesure tra Storia antica e medievale, tra Medioevo ed Età Moderna, tra quest’ultima e l’Età Contemporanea.
Sull’onda di questa rivisitazione è andata anche cadendo l’idea che ci dovesse essere una certa distanza temporale tra lo storico e il periodo che studia. In sostanza, un tempo si sosteneva che per evitare di essere eccessivamente influenzati dalle ideologie, dalle proprie origini, dalla personale estrazione economica, sociale o culturale era meglio evitare di studiare eventi troppo recenti nel tempo, perché il rischio della perdita di obiettività sarebbe stato altissimo.
Adesso sono numerosi gli storici che la pensano diversamente e ritengono che si possa studiare, con i metodi della Storia, anche il presente, il momento in cui stiamo vivendo, cioè la Storia immediata. Sostengono che sempre e comunque l’oggettività della scienza storica è inseparabile dalla soggettività dello storico, ossia che la Storia è sempre un’interpretazione soggettiva di tracce lasciate dal percorso dell’uomo sulla terra. Di conseguenza non ci sono grandi differenze qualitative tra una Storia più contemporanea e una Storia più antica. Tutto è Storia.
Al di là delle dichiarazioni condivisibili, qualche problema tuttavia c’è. Da un lato se io faccio la Storia di un periodo lontano, il Medioevo ad esempio, sono – forse – più libera dal peso delle ideologie, ma non posso fare a meno di leggere (e quindi di esserne influenzata) tutti quelli che hanno studiato quel periodo prima di me. E il peso di questa tradizione può a volte essere schiacciante.
Dall’altro, se cerco di scrivere la Storia degli ultimi due governi della Repubblica Italiana, non ho molti storici che mi influenzano, ma sento indubbiamente il peso delle mie scelte politiche, che riflettono la visione che ho del presente.
Ci sono poi enormi problemi di ordine tecnico: raccolta delle fonti, spesso orali, numerosissime, difficili da schedare, disorganizzate, tutte da meditare. E da porre al vaglio critico… basta pensare a quanta attendibilità possiamo dare al proclama di un capo talebano, o parimenti alla dichiarazione di un generale americano a Baghdad.
La sfida è indubbiamente appetibile: riuscire a spiegare che cosa sta succedendo intorno a noi da un punto di vista storico.
Farlo bene, però, questo sì che è difficile.

[dal minuto 21′ 30” del podcast 13 – la Santa Inquisizione: supplizi in nome di Dio]

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