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| 31 - lucrezia borgia: una donna del suo tempo
 
Lucrezia BorgiaMolti personaggi storici sono stati presi in prestito dalla letteratura e trasformati in eroi o anti-eroi da romanzo. Ma pochi, forse, come Lucrezia Borgia devono la loro fama quasi solo esclusivamente alla penna di romanzieri, cui gli storici hanno tenuto dietro, sovente arrancando, corroborando con le fonti una condanna o un’assoluzione che era già stata sancita da altri. Lucrezia Borgia, invece, è stata pienamente una donna inserita nel suo tempo. Le sue mani non furono solo ornate da fantasiosi anelli pieni di un misterioso veleno probabilmente mai usato ma, verso la fine della sua vita, anche giunte in una preghiera meditata, sentita e profonda.
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«Gennaro, questa donna, a cui parlavi d’amore, è avvelenatrice e adultera, incestuosa in tutti i sensi: lo è stata con i suoi due fratelli, che si sono uccisi tra loro per amore suo… con suo padre che è il papa, lo sarebbe stata persino coi sui figli se ne avesse avuti, ma il cielo li rifiuta ai mostri [...]. Vuoi saperne il nome, Gennaro? [...] E’ Lucrezia Borgia!».
Molti personaggi storici sono stati presi in prestito dalla letteratura e trasformati in eroi o anti-eroi da romanzo. Ma pochi forse come Lucrezia Borgia devono la loro fama universale quasi solo esclusivamente alla penna di romanzieri, cui gli storici hanno tenuto dietro, sovente arrancando, corroborando con le fonti una condanna o un’assoluzione che era già stata sancita da altri.
Historycast inizia quindi la puntata dedicata alla celeberrima Lucrezia con una fonte che non appartiene per nulla al periodo dei Borgia, ma a un tempo molto più vicino a noi, alla nostra mentalità e soprattutto alla nostra morale. Quello che avete sentito è infatti un brano tratto dall’opera teatrale Lucrezia Borgia di Victor Hugo, rappresentata per la prima volta al teatro di Porta Saint-Martin a Parigi il 2 febbraio 1833 e origine primaria della Lucrezia malvagia, della strega di Biancaneve storica, ammaliatrice e avvelenatrice, licenziosa e crudele, versione femminea del suo terribile e potente fratello, Cesare Borgia.
Sarebbe forse bastato l’enorme successo della pièce di Victor Hugo a diffondere in tutta Europa e oltreoceano l’archetipo della femme fatale, ma a metterci sopra un carico da novanta fu nel 1855 Gaetano Doninzetti, che, insieme al librettista Felice Romani, colorò il personaggio con le tinte forti della musica, incoronando Lucrezia come la lady Macbeth italiana.
La Lucrezia di Hugo e di Doninzetti è una donna ancor molto bella, ma ormai corrotta da una vita di lussuria e di assassinio che, consapevole della propria vergogna, evita persino di rivelarsi al suo unico figlio Gennaro, perché in quel caso sarebbe certa del suo diprezzo.
Il destino letterario di Lucrezia Borgia è stato in realtà più crudele e ingiusto di tutte le sopraffazioni che la donna dovette subire nella realtà. Sappiamo infatti oggi che c’è ben poco di vero nel quadro a tinte fosche che ci hanno tramandato romanzi e musiche dell’Ottocento A parte il fatto che Lucrezia ebbe molti figli e numerosi aborti, al punto che ne morì a soli 39 anni, non vi è infatti prova alcuna che abbia avuto rapporti incestuosi col padre o col fratello Cesare.
Se mai attenzioni illecite ci furono, non sarebbero comunque state da imputare a una fanciulla che aveva, ancor bimba, lasciato la casa della madre Vannozza per entrare pienamente nel cerchio d’influenza del potente padre Rodrigo, amica intima della sua concubina quattordicenne e controllata a vista dalla cugina di lui, Adriana.
Rodrigo Borgia, quando era ancora solo un cardinale, promise in sposa la figlia appena undicenne a due pretendenti spagnoli, per poi mutare idea al momento della sua investitura a pontefice, nel 1492: segno indubbio di un controllo totale del maschio sull’elemento femminile della famiglia, soprattutto sulle figlie: oggetto di scambio per strategie matrimoniali che, nella Roma papale, come nelle corti principesche di tutta l’Europa rinascimentale, sottintendevano, sostenevano e controllavano il complicato gioco delle alleanze politiche.
La diceria dell’incesto fu in realtà diffusa ad arte dal primo marito di Lucrezia, Giovanni Sforza da Pesaro, per ribattere all’accusa di impotenza che il papa stesso gli aveva gettato addosso, all’unico fine di annullare il matrimonio e rendere nuovamente la bella Lucrezia merce libera sulla piazza. Ne approfittarono ovviamente a mani basse tutti i numerosi nemici del pontefice e della famiglia Borgia, le gole profonde di una corte che era tra le più potenti e cruciali dell’epoca.
Riprese poi le voci una penna più che autorevole, Francesco Guicciardini, che tuttavia aveva una sua personalissima ed discutibile opinione sul ruolo nefasto che papi come Alessandro VI avevano apportato alle sorti d’Italia, che comunque dubitava che tali voci potessero avere un autentico fondamento di verità e che non imputava certo a Lucrezia i disegni criminosi che si erano intrecciati sulla sua testa [...]

[continua in audio]
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19-07-2012, di enrica salvatori
categoria: podcast, storia moderna
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titoli di coda
 
file audio
31-lucrezia.mp3
dimensioni
43,30 MB
durata
36' 02''
data di pubblicazione
giovedì 19 luglio 2012
 
musiche impiegate (licenza cc)
Antonio Vivaldi
Flute Sonata 56
eseguita da Carlo Tamponi
Antonio Vivaldi
Flute Oboe Sonata 106
eseguita da Carlo Tamponi
Materassi Ensemble Quintet
Op. 88-3 Allegro energico
Piae Cantionaes
Iucundare Iugiter
eseguita da Ensemble Baschenis
Carlo Arrigono
Sonata a Mandolino e Basso-Allegro
eseguita da Ensemble Baschenis
 
inserti audio (uso saggistico)

Gaetano Donizetti
Com'è bello da Lucrezia Borgia
cantata da Johan Sutherland
eseguita da National Philharmonic Orchestra
Decca Universal 1989
frammento di 2' 29''

 
sigle (licenza cc)
Ryan W. Farish
Night Wind
Morning Spy
Daughters of History
 
bibliografia e fonti
Felice Romani
Lucrezia Borgia
Melodramma, 1843
Victor Hugo
Lucrezia Borgia
Ed. Sonzogno, 1908
Maria Bellonci
Lucrezia Borgia
Milano, 1939
Francesco Guicciardini
Storia d'Italia
a cura di Silvana Seidel Menchi Torino, 1971
Gabriella Zarri
La religione di Lucrezia Borgia. Le lettere inedite del confessore
Roma 2006
Agostino Paravicini Bagliani
Lucrezia Borgia preghiere e veleni, in La Repubblica (10/08/07) (link)
Simoma Feci
Signore di curia. Rapporti di potere ed esperienze di governo nella Roma papale (metà XV-metà XVI secolo)
in Donne di potere nel Rinascimento
a cura di Letizia Arcangeli e Susanna Peyronel
Roma 2008
Diane Ghirardo
Lucrezia Borgia, imprenditrice nella Ferrara rinascimentale
in Donne di potere nel Rinascimento
a cura di Letizia Arcangeli e Susanna Peyronel
Roma 2008
 
materiale didattico
Rosita Bellometti
Il referendum di Gianfrancesco Gonzaga
 
licenza creative commons
Attribuzione
Non commerciale
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