sostieni historycast ..acquista gll ebook di historycast.-.disponibili anche sui principali bookstore italiani edizione del. - ultimo aggiornamento: 10/2/13 17:39 .
 
 
testata
testata file rss testata
testata
testata torna all'home page testata cos'<caron> testata chi siamo testata i podcast testata le conferenze testata le news testata le pubblicazioni.htm testata i materiali didattici testata contattaci testata seguici su historycast seguici su Twitter testata
 
 
 
 
podcast
| 33 - alan turing: a beautiful mind
 
Alan TuringCon questa puntata Historycast intende non tanto rendere omaggio ad Alan Turing - uno dei più grandi matematici del XX secolo - né alzare un vessillo in difesa dei diritti civili per gli omosessuali che, a livello personale, sosteniamo con convinzione. Vorremmo invece approfittare della sua storia per ragionare attorno ad alcune domande che una vicenda come la sua fa sorgere: la relazione tra guerra e progresso, tra potere e controllo sui comportamenti, tra percezione pubblica e percezione di sé. Per non parlare dell’attualità che ha ancora oggi il rapporto tra noi e il computer, inteso come macchina in grado di dare risposte coerenti e sensate alle nostre domande.
*************************

«Può una macchina pensare?».
«Tutto dipende da cosa si debba includere nel concetto di pensiero».
«Ma le domande devono essere tutte delle somme, oppure potrei anche chiedere alla macchina cosa ha mangiato a colazione?».
«Ma certo, qualunque cosa» – rispose Alan – «e non solo questo. Le domande non devono necessariamente essere delle vere domande [...]. Una frase come: “io le contesto che lei sta fingendo di essere un uomo” sarebbe perfettamente appropriata».
Chissà se c’era dell’autoironia in questa risposta che Alan Turing, uno dei padri dell’Informatica, diede in un dibattito radiofonico trasmesso dalla BBC il 14 gennaio 1952 e replicato il 23 gennaio. Probabilmente sì, perché più fonti ci dicono che era persona più che dotata del celeberrimo humor britannico.
La sua voce risuonò tuttavia nell’etere proprio nel giorno che segnò un tragico punto di svolta nella sua esistenza, quando scoprì che la sua casa a Manchester era stata visitata dai ladri. Indicando il suo compagno come principale sospettato alle autorità competenti, egli mise infatti in moto un meccanismo che alla fine lo stritolò, proprio perché, come tra la gente non vi era concordia su cosa si dovesse includere nel concetto di pensiero, ancor meno ve ne era riguardo al concetto di uomo e, in particolare, di maschio.
Con questa puntata Historycast intende non tanto rendere omaggio ad Alan Turing, ormai universalmente riconosciuto come uno dei più grandi matematici del XX secolo, né alzare un vessillo in difesa dei diritti civili per gli omosessuali che, a livello personale, sosteniamo con convinzione. Vorremmo invece approfittare della storia di Alan Turing per ragionare attorno ad alcune domande che una vicenda come la sua, svoltasi in un periodo di enormi cambiamenti sociali e scientifici, fa sorgere. Come ad esempio la relazione tra guerra e progresso delle scienze, tra potere politico e controllo sui comportamenti e, ancora, tra percezione pubblica e percezione di sé. Per non parlare dell’attualità che ha ancora oggi il rapporto tra noi e il computer, inteso come macchina in grado di dare risposte coerenti e sensate alle nostre domande.
«L’ora del massimo sforzo si avvicina. Noi marciamo al fianco di valorosi soldati, che contano su di noi così come noi contiamo su di loro [...]. L’unica via del ritorno a casa passa per tutti noi per l’arco della vittoria.[...]. E ora devo avvertivi che, al fine di confondere e trarre in inganno il nemico vi saranno molti falsi allarmi, molte finte, molte prove generali. Ma potremmo essere anche oggetto di nuove forme di attacco nemico. L’Inghiterra potrà sopportarle: non ha mai tremato né mai si è arresa. E quando verrà dato il segnale, tutto il consorzio delle nazioni vendicatrici si scaglierà sul nemico e distruggerà la vita stessa della più crudele tirannide che abbia mai tentato di frenare il progresso dell’umanità».
Era il 26 marzo 1944 quando Winston Churcill chiudeva in questo modo, alla radio, uno dei suoi più famosi discorsi in tempo di guerra. Il segnale della riscossa venne effettivamente dato circa due mesi dopo, con l’autorizzazione allo sbarco delle truppe alleate in Normandia, ma non è per questo motivo che abbiamo ascoltato le sue parole. La ragione risede invece nel fatto che Alan Turing le riascoltò e le ritrasmise decine e decine di volte nel laboratorio allestito dai servizi segreti inglesi ad Hanslope Park, a metà strada tra Londra e Birmingham.
Gli serviva per dimostrare ai suoi datori di lavoro il funzionamento di Delilah, una macchina per crittografare i messaggi vocali. Attraverso di essa il discorso di Churchill si trasformava in un rumore bianco, una specie di sibilo uniforme e privo di contenuto che poi ridiventava intelleggibile dopo un processo di decodifica.
Delilah non venne mai usata a scopi bellici, ma non era che l’ultima di una serie di realizzazioni e soluzioni che Alan Turing aveva approntato per i servizi segreti inglesi fin dal 1938, da quando cioè era entrato a far parte della scuola governativa per i codici e le cifre. Il suo impegno per la patria si fece più intenso nel 1940, a Bletchley Park, dove molti accademici furono messi a lavorare per decifrare il codice che usavano i tedeschi nelle loro comunicazioni.
Allo scoppio della guerra l’Inghilterra si trovava infatti in situazione di estrema inferiorità, rispetto alla Germania, nel campo delle comunicazioni cifrate, perché la macchina ENIGMA produceva una enorme varietà di codici che i nazisti ritenevano violabili solo col lavoro congiunto di centinaia di persone dipanato su diversi anni. Nella residenza attrezzata di Bletchley Park Alan Turing e i suoi collaboratori ci misero invece solo alcuni mesi a sciogliere il mistero e vi riuscirono non solo grazie alle sue indubbie conoscenze di logica e di matematica, ma anche grazie alla sua capacità di pensare in maniera creativa. Non per nulla era chiamato informalmente The Prof, la persona a cui ognuno andava. quando si trovava di fronte a un problema particolaremente rognoso.
Il suo contributo all’andamento del secondo conflitto mondiale fu dunque più che concreto. Anzi, in un certo senso possiamo dire che la parentesi bellica fu per Turing tutt’altro che una parentesi, quanto invece l’occasione per poter lavorare in un contesto intelletualmente stimolante, capace di far germogliare il meglio dalle menti alacri degli scienziati coinvolti. Di questo fatto il Prof era assolutamente consapevole.
Nel pieno infuriare del conflitto, in uno scambio di idee con l’amico Fred Clayton, venne fuori la questione di come fosse possibile che molti scienziati continuassero a lavorare per la Germania. Secondo Turing il dilemma era solo apparente, perché quando si fa ricerca è molto facile trovarsi talmente assorbiti dal proprio lavoro da vivere come in un sogno, inconsapevoli di ciò che ci circonda [...]

[continua in audio]
......

linea orizzontale
10-02-2013, di enrica salvatori
categoria: podcast, storia contemporanea
ascolta il podcast licenza creative commons condividi questa pagina su Facebook
ascolta licenza condividi
 
titoli di coda
 
file audio
33-turing.mp3
dimensioni
46,90 MB
durata
39' 00''
data di pubblicazione
domenica 10 febbraio 2013
 
musiche impiegate (licenza cc)
Regis V. Gronoff
Rhapsodie_Chromatique
Billie Holiday
Strange Fruit (archive.org)
Billie Holiday
God Bless the Child (archive.org)
Domingo Zaiter
Twilight Time (archive.org)
 
inserti audio (uso saggistico)
Educating Archie
BBC 30-10-1950
Churchill Speech
BBC 26-4-1944
 
sigla (licenza cc)
Morning Spy
Daughters of History
 
bibliografia e fonti
Andrew Hodges
Storia di un enigma: vita di Alan Turing (1912-1954)
Bollati Boringhieri, 1991
Peter Millican, Andy Clark
The legacy of Alan Turing
Clarendon Press, 1996
Pierluigi Crescenzi, Giorgio Gambosi, Roberto Grossi
Strutture di Dati e Algoritmi
Addison-Wesley Pearson, 2006
David Leavitt
The Man who knew too much
American Scientist, Vol. 94, No. 4 (July-August 2006), pp. 366-368
 
materiale didattico
Rosita Bellometti
Basso Medioevo e omosessualità
 
licenza creative commons
Attribuzione
Non commerciale
Condividi allo stesso modo

 

 

 
gli ebook di historycast
 
copertina
episodi 16-30
 
copertina
episodi 1-15
 
copertina
episodi 1-30
seleziona il tuo ebook
linea
oppure sostieni historycast
linea
L'acquisto dei nostri libri, la richiesta di fare pubblicità sulle nostre pagine, una semplice donazione rappresentano uno strumento prezioso per il mantenimento e il proseguimento del progetto di Historycast. Grazie per il tuo contributo.
 

 
storia contemporanea
 
0I Protocolli dei Savi di Sion
0Sacco e Vanzetti
0Muhammad Alì (Cassius Clay)
0Dalla Terra alla Luna
0Charles Darwin
0L'orologio di Ben Hur
0Walt Disney
0I Giusti
0L'invenzione della Nazione
0Sorelle d'Italia
0Símon Bólivar
0Alan Turing