Accedi Registrati
Hai dimenticato la password?
Historycast

Historycast e-book
seleziona il tuo ebook

01/05/2010

Emilia vs Romagna

Romagna

Abbiamo saputo dai giornali del 27 aprile che in commissione Affari costituzionali alla Camera sono  in calendario due proposte di legge, firmate dal leghista Gianluca Pini e dal finiano Enzo Raisi con l’obiettivo è rendere autonome da Bologna le Province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna, costituendo la Regione Romagna. Gli articoli non lasciano dubbi sui motivi economici e politici che stanno dietro le proposte: moltiplicazione degli apparati burocratici, bacini di controllo elettorale più omogenei e ristretti, minifederalismo fiscale, ecc.

Sulla bontà politica di queste proposte deciderà la commissione e poi il parlamento; stupisce tuttavia che non si abbia alcun pudore di voler ammantare progetti di semplice "cucina" polltica con il presunto  autorevole manto dato dalla storia. Veniamo infatti a sapere dall'onorevole Pini che «bisogna considerare i milleottocentosessanta anni di autonomia, l’Italia dei Comuni qui non c’è stata, sono terre pontificie. La questione identitaria e culturale  non è in secondo piano». Chissà se l'onorevole Pini sa che il volume di un suo quasi omonimo stimatissimo medievista bolognese ora scomparso, Antonio Ivan Pini - Città comuni e corporazioni nel Medioevo italiano (Bologna 1986) - è ancora oggi un punto di riferimento per lo studio del comune medievale e abbonda di esempi tratti dai numerosi, vivaci e autonomi comuni di quella che oggi è l'Emilia-Romagna.  Forse meglio avrebbe fatto a richiamarsi alle autentiche origini storiche della Romagna, relative al dominio bizantino (cioè "romano") dell'età tardo antica, ma forse significava dare troppo peso all'odierna Istanbul (mamma li Turchi!).

I calcoli comunque non mi tornano.... 2010-1860 fa 150. Quindi si presume che l'onorevole pensi agli ultimi 150 anni di unità d'Italia. Se così è nella sua mente da 0 a 1860 la Romagna è stata "autonoma" e differente dall'Emilia perché "pontificia"? Forse pensava alla donazione di Pipino il Breve del 756, ma al di là dei numeri che sballano ritiene davvero che dai Pipinidi in poi il papato abbia dominato incontrastato sulle città della Romagna? Liberi comuni, signorie, cripto signorie, Venezia, Cesare Borgia (a beh sì questo un po' filopapale lo era..), Visconti, Granducato di Toscana...

Forse però si riferiva alla pace di Cateau-Cambrésis (1559), che effettivamente stabilizzò gli equilibri geopolitici della zona, ma da allora all'Unità sono passati solo 300 anni... bastano per creare un'identità culturale definita e distinta meritevole di autonomia?

La storia è una coperta che si può allungare da ogni lato solo nella misura in cui la si ignora.

Scrivi un commento

Commento di

jellybirds

del 17-06-2010 alle 21:50:

J3C5KY vmfxdjblnxaj, [url=http://mhlrptqebcqp.com/]mhlrptqebcqp[/url], [link=http://xtltbamkyssi.com/]xtltbamkyssi[/link], http://brzamqgvjquo.com/


Commento di

pododon

del 17-06-2010 alle 05:14:

V7a2HG rsbxyoehidmz, [url=http://unydycsyiwml.com/]unydycsyiwml[/url], [link=http://ujtgzydhobwp.com/]ujtgzydhobwp[/link], http://otshyfgbpuqv.com/


Commento di

federicorusso

del 21-05-2010 alle 17:48:

Vediamo: - presidente regione, assessori e assessorati, assemblea regionale con relativo ufficio di presidenza (ed ulteriori annessi: consiglieri, referendari, commessi...); - amministrazione regionale, incluse le dirigenze generali, gli uffici legislativi, i bollettini ufficiali; - nuova corte d'appello (questa, forse, non sarebbe una cattiva idea, visto che Bologna è, a mia memoria, l'unica Corte di tutta l'Emilia Romagna); - comandi regionali polizia, esercito, carabinieri, guardia di finanza... Siamo tutti d'accordo, in astratto, quando si parla di abolire le province, ridurre il numero degli enti; ma tra la teoria e la pratica, si sa...


Commento di

guido

del 03-05-2010 alle 20:09:

sono ben questi i nostri problemi. Guido da Piacenza