09/05/2010
Targhe, case e modelli
Storiusando nasce per ragionare sull'uso della storia che spesso e volentieri si traduce come "abuso", ossia strumentalizzazione del passato a limitati e utilitaristici fini personali o di partito. Esiste però anche una dimensione "altra" dell'uso della storia: quella che la società (o parte della società) attua per esprimere modelli di riferimento, di cui sente il bisogno. Si indicano e onorano nomi, perché questi rappresentano nella conoscenza collettiva i simboli di un particolare comportamento, una dirittura morale, una linea di azione nelle quali, come comunità, ci riconosciamo.
E' a quest'ambito che appartiene di norma la pratica di apporre targhe o intitolare scuole e biblioteche quando e soltanto quando l'iniziativa non scaturisce da una decisione presa a freddo dall'istituzione per meri intenti di propaganda, ma è prodotta da uno sforzo collettivo, da una pressione della società. E' quanto è successo oggi 9 maggio 2010 a Cinisi dove il sindaco ha assegnato la casa un tempo del boss Gaetano Badalamenti all'associazione "Peppino Impastato", il ragazzo che nel 1978 viveva alla distanza di soli cento passi, che denunciò il dirimpettaio strapotere mafioso e che da quest'utlimo fu assassinato.
La confisca ha avuto un lungo iter, cominciato nel 1985, quando i giudici Falcone, Borsellino, Guarnotta e Di Lello emisero il primo decreto di sequestro. I legali di Badalamenti hanno avanzato una serie di ricorsi, sino ad arrivare al provvedimento del tribunale di Palermo (2007), divenuto definitivo nel novembre 2009, che ha definitivamente chiuso il percorso di confisca del bene, passato al demanio dello stato, e adesso consegnato ufficialmente al Comune di Cinisi. Da allora ci sono voluti sei mesi, per arrivare alla consegna, dopo che la moglie di Badalamenti, Teresa Vitale, ha provveduto a svuotare la casa dei mobili.
Ciò che a nostro modesto avviso appare peculiare di questa storia è proprio lo sforzo collettivo e continuato che ha portato al risultato non piccolo di avere trasformato un luogo di potere mafioso in una struttura di pubblica utilità: l'impegno della polizia, dei giudici, dei giovani che hanno voluto seguire l'esempio di Peppino Impastato, di parte della comunità di Cinisi rappresentata dal sindaco e dall'amministrazione che lo supporta. Tale sforzo ha riguardato più persone per un lungo periodo di tempo, nel corso del quale il senso dello stato e della giustizia ha trovato radici, è cresciuto e si è avvolto come un'edera intorno al nome di un martire. E così la sua memoria/storia è stata di conseguenza usata per rappresentare una volontà presente e un progetto futuro di una collettività.







Commento di
jellybirds
del 18-06-2010 alle 07:58:
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